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Aldrovanda

Aldrovanda vesiculosa

Scheda di Coltivazione

 

 

L'Aldrovanda vesiculosa è una pianta carnivora divenuta ormai molto rara in natura, ed è molto simile ad una dionea acquatica.

Anche in coltivazione non è una pianta comune, date le ridotte dimensioni (non più di 20 cm in tutto, con trappole che raggiungono al massimo i 5 mm) e le sue esigenze particolari. Si dice spesso che sia una pianta difficile e anch'io all'inizio lo pensavo, ma in realtà  A. vesiculosa  è una pianta molto robusta se trova le condizioni adatte al suo sviluppo.

 

 

Così posso dire che la parte difficile è solo l'inizio, cioè la costruzione di un microhabitat che soddisfi tutte le esigenze della pianta. Una volta ottenuto un ambiente stabile, A. vesiculosa se la cava benissimo da sola, e noi ci possiamo limitare solamente a rabboccare l'acqua che se ne va con l'evaporazione. Nelle condizioni ottimali le aldrovande producono nuovi apici vegetativi e si ramificano: da una sola pianta se ne possono ricavare anche più di 30 in pochi mesi.

In questo articolo cercherò di spiegare la parte più problematica della coltivazione dell'aldrovanda, cioè come allestire un paludario dove far crescere e riprodurre questa bellissima pianta.

 

VASCA

Innanzitutto bisogna procurarsi un contenitore il più grande possibile: in questo modo l'ambiente che si verrà a creare sarà più stabile, richiederà meno interventi e  A. vesiculosa  crescerà meglio.

Ottime sono quelle tinozze circolari dal diametro un metro e più, profonde circa 40 cm e facilmente reperibili nei negozi di ferramenta. Io ho usato una bacinella ovale di 80cm x 60, profonda 35 cm. La profondità minima dell'acqua deve essere di almeno 20 cm. La vasca va scelta di un colore chiaro, in modo che non assorba troppo il calore del sole.

E' utile, anche se non obbligatorio, isolare le pareti del contenitore esposte al sole diretto. Si possono utilizzare dei semplici pannelli di cartone, o del materiale isolante da termosifoni (facilmente reperibile dal ferramenta). In questo modo si impedisce all'acqua di scaldarsi troppo quando il sole la colpisce e, impedendo alla luce di passare attraverso le pareti, si limita il proliferare delle alghe.

HABITAT

Questa è la parte più difficile: bisogna ricostruire l'ambiente palustre in cui vive Aldrovanda vesiculosa.

Nel mio caso ho steso uno strato di torba sul fondo della vasca spesso un centimetro, in modo che qui le piante palustri possano ancorarsi. E’ preferibile far macerare la torba in acqua calda per qualche giorno, perché altrimenti renderebbe l’acqua troppo scura. Ho aggiunto anche un po' di terra di campo e creta, perchè questo materiale rilascia microelementi importanti per lo sviluppo dell'Aldrovanda. Sopra alla torba bisogna stendere uno strato spesso uno o due centimetri di foglie semidecomposte o secche. Le foglie, decomponendosi, arricchiscono l'acqua di anidride carbonica e ne abbassano il ph, impedendo la formazione di alghe.

Le foglie marce non devono essere foglie d'albero, ma foglie di piante palustri come carici, cannucce, altre ciperacee, ecc. E' anche preferibile raccoglierle in inverno o all'inizio della primavera, quando le piante palustri seccano spontaneamente per il riposo invernale. In questo modo le foglie sono poverissime di nutrienti e non si rischia di riempire la vasca di alghe. Le foglie d'albero non vanno assolutamente bene perchè sono troppo ricche.

All'inizio avevo usato foglie d'albero, ma nel giro di una settimana l'acqua ha iniziato a marcire e si sono sviluppate quantità impensabili di alghe. Ho dovuto praticamente rifare tutto utilizzando solo foglie di Phragmites, e ci sono voluti due mesi prima che il problema si risolvesse completamente.

Prima di mettere le foglie nella vasca, è preferibile lasciarle macerare in acqua calda per qualche ora, in modo che rilascino ulteriormente le sostanze in eccesso.

Dopo aver distribuito le foglie si riempie la vasca: si può utilizzare acqua da osmosi inversa oppure acqua piovana (non inquinata). Anche l'acqua di rubinetto può andare bene, ma acque troppo dure rischiano di favorire lo sviluppo di alghe nocive.

 

PIANTE DI ACCOMPAGNAMENTO

Una volta riempita la vasca si posizionano le piante palustri. Vanno bene piante come Phragmites, Typha, iris, carici, giunchi, altre ciperacee. Facili da reperire nei vivai sono i falsi papiri (Cyperus alternifolius), ma nei vivai che compongono laghetti si può trovare di tutto. Foglie di falso papiro si trovano in fioreria e possono essere utilizzate, oltre che per composizioni floreali, anche per produrre talee: è sufficiente introdurre la foglia di papiro a testa in giù in un contenitore pieno di acqua per ottenere diverse pianticelle, che emergeranno dal centro dell'"ombrello".

Anche Lemna, Salvinia e Hydrocharis morsus-ranae convivono con  A. vesiculosa. Le piante possono essere distribuite sui lati della vasca, lasciando il centro a disposizione dell'aldrovanda, in modo che la proteggano dal sole. Oppure si può scegliere (come nel mio caso) di metterle tutte in un unico punto, soluzione buona per chi vuole creare una piccola zona di "terra emersa" con piante palustri da usare anche come sfagnera. Si può utilizzare ad esempio una cassetta forata in plastica che sostenga la montagnola di torba che dovrà rimanere fuori dall'acqua. Nel mio caso ho usato il ripiano di uno scaffale da campeggio. Anche l'uso di retine tipo zanzariera è utile se si vuole evitare che due specie di piante si mescolino, come ad esempio lemne e aldrovande.

 

 

MICROFAUNA

Il metodo più facile per ottenerla è recarsi in un qualsiasi fossato, stagno o corso d'acqua libero da alghe e pulito, prelevare una manciata di terra dal fondo e metterla così com'è nella vasca. Quella fanghiglia conterrà sicuramente molti animali che poi, se troveranno un giusto ambiente, si riprodurranno e saranno le prede delle aldrovande.

Le lumache acquatiche sono molto importanti perchè contribuiscono a tenere a bada le alghe ripulendo la vasca.

Ottime sono le lumache acquatiche come Planorba e Viviparus, che si nutrono principalmente sul fondo, lasciando in pace le carnivore galleggianti. Buone sono anche le Lymnaea, anche se possono talvolta attaccare le aldrovande. Un trucco è quello di aggiungere delle lenticchie d'acqua: sono piante che le lumache adorano, e quindi sfogheranno il loro appetito principalmente su queste.

Piccoli crostacei come ostracodi, copepodi e dafnie costituiscono un buon nutrimento per le piante. Anche le larve di zanzara e piccoli gasteropodi sono molto predati dalle aldrovande.

Un'Aldrovanda vesiculosa europea ha catturato una pupa di zanzara

 

INTRODUZIONE DELL'ALDROVANDA

Quando le piante palustri iniziano a crescere vigorosamente, la microfauna si è ben moltiplicata, l'acqua è limpida ma di colore giallo-brunastro (simile al tè verde o alla camomilla) e non emana odori strani si può iniziare la coltivazione di A. vesiculosa.

L'esposizione al sole non deve essere eccessiva, perchè la troppa luce e l'acqua calda favoriscono il proliferare delle alghe: tre ore piene al mattino o alla sera sono sufficienti.

Se nonostante tutte le precauzioni iniziano a formarsi le alghe, bisogna provare a cambiare qualche fattore come temperatura, esposizione, quantità di foglie decomposte, tipo di acqua.

Bisogna cercare di togliere più alghe possibile, sostituire parte dell'acqua (ad esempio se era acqua piovana, sostituirne un 50% con acqua da osmosi inversa o viceversa) e diminuire l'esposizione alla luce diretta del sole. Oscurare le pareti della vasca con dei pannelli di cartone può aiutare a sconfiggere almeno le alghe che crescono su quella superficie. In ogni caso le alghe scompaiono quasi sempre col tempo. In un ambiente stabile e in equilibrio non ci sono mai, quindi prima di iniziare la coltivazione dell'aldrovanda, deve esserci già l'ambiente pronto. Per questo motivo, se prima si viene in possesso dell'Aldrovanda e poi si costruisce l'habitat si rischia di perdere la pianta.

Bisogna comunque tenere presente che non tutte le alghe sono dannose. Bisogna quindi preoccuparsi solo quando queste attaccano le aldrovande.

Un ultimo accorgimento: se le piante di accompagnamento crescono troppo, è meglio evitare di fare potature brusche di radici, getti laterali e piante intere. E' meglio eliminare le piante in eccesso non appena si formano, poche alla volta. Una improvvisa diminuzione di piante palustri può creare uno squilibrio, e ogni squilibrio porta alla comparsa più o meno evidente di alghe.

 

Turioni di Aldrovanda vesiculosa


L'INVERNO

Durante il periodo vegetativo,  A. vesiculosa  non ha bisogno di nessun tipo di cura speciale. Quando l'ambiente funziona, la pianta sta sempre bene. L'arrivo dell'inverno invece può causare dei problemi.

Nel caso dell'aldrovanda europea, la pianta produrrà dei turioni che, cadendo sul fondo, passeranno l'inverno protetti dal gelo. Il problema è che gli ibernacoli, cadendo sul fondo, possono venire seppelliti dal substrato.

Rimanendo a contatto con i detriti in decomposizione, è possibile che vengano attaccati dai batteri e che inizino a marcire. Eventuali radici o altri ostacoli possono impedire la loro riemersione in primavera.

Inoltre in questo periodo gli animali acquatici sono più voraci e possono mangiare le piante.

La soluzione più efficace al problema è raccogliere tutti i turioni, metterli in un contenitore di vetro (un vasetto) e chiuderlo con una retina di tipo zanzariera (non con il tappo!!). Si immerge poi il vasetto nella vasca e si lascia lì sul fondo per tutto l'inverno. E' consigliabile solo controllare di tanto in tanto che tutto vada bene. In questo modo, la rete permetterà il ricambio dell'acqua, impedendo agli animali di raggiungere le piante. Gli ibernacoli saranno al pulito e non in mezzo a foglie putrefatte.

Quando in primavera i turioni inizieranno a galleggiare, si aprirà il vaso e si lasceranno crescere per tutta la stagione vegetativa, senza nessun altro problema.

Sconsiglio la conservazione degli ibernacoli in frigo, perchè la ristrettezza del contenitore e l'acqua ferma tendono a far marcire le piante. In alternativa si possono conservare gli ibernacoli in frigo, nello sfagno bagnato.

Anche l'aldrovanda australiana tende a formare turioni quando le temperature scendono al di sotto dei 20 gradi. Questa pianta però preferisce vegetare tutto l'anno, e quindi può svernare tranquillamente in un acquario interno. La posizione migliore è vicino ad una finestra ad est, in modo che la pianta riceva una buona luce naturale. Anche la luce artificiale è comunque gradita.

Se invece si decide di lasciarla all'esterno tutto l'anno, è meglio evitare che l'acqua della vasca geli: le aldrovande australiane producono ibernacoli più piccoli delle europee e meno adatti ai nostri climi. Spesso sono dei turioni non dormienti, che non cadono nemmeno a fondo e galleggiano tutto l'inverno. In questo caso, se la superficie dell'acqua ghiaccia, le piante potrebbero subire dei danni.

Attenzione però alle aldrovande tropicali: queste ultime non producono mai ibernacoli e non tollerano temperature al di sotto dei 15 gradi!

Concludendo, A. vesiculosa è una pianta un po’ viziata, ma una volta capiti i suoi bisogni, è piuttosto facile da accontentare e saprà dare sempre molte soddisfazioni.

 

Il fiore