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Pinguicula

PINGUICULE TEMPERATE

Scheda di Coltivazione

 

Pinguicula alpina in natura

 

Le pinguicule temperate sono piante a rosetta, con foglie ricoperte da una miriade di peli microscopici e appena visibili ad occhio nudo, i quali secernono un liquido colloso. Queste ghiandole ricoporno interamente la foglia, sulla pagina superiore, e in alcune specie anche nella pagina inferiore. Quando i piccoli insetti si posano sulle foglie rimangono invischiati inesorabilmente ad esse. Non fatevi ingannare dal loro aspetto non proprio carnivoro come può essere quello delle Dionee perchè le pinguicule fanno una strage di piccole prede, per lo più moscerini e zanzare ma occasionalmente anche piccole mosche e farfalline.

Queste pinguicule vivono nei climi temperati, con alternanza di stagione calda e stagione fredda. In estate vegetano, mentre in inverno si rifugiano all'interno di un ibernacolo duro, a forma di gemma, resistente al freddo e alla siccità che provoca: l'acqua infatti non è assimilabile dalle piante quando è ghiacciata. Durante la stagione vegetativa invece l'acqua è indispensabile. 

Parete rocciosa ricca di acqua in cui vive P. alpina

In natura la maggior parte delle specie di Pinguicula vivono aggrappate alle pareti di roccia calcarea, da cui fuoriesce un continuo stillicidio di acqua fresca. Altre specie invece, come P. vulgaris, vivono in torbiere acide ricche di sfagno, in compagnia delle drosere.

In primavera, con l'arrivo delle temperature più miti, producono bellissimi fiori simili violette che spuntano abbondantemente e se impollinati produrranno una miriade di minuscoli semi che si possono raccogliere e seminare subito.

Le pinguicule temperate sono presenti in un gran numero di specie e si dividono principalmente in quelle dell'Europa settentrionale, centrale e in quelle del Nord America.

Le pinguicule dell'Europa meridionale vivono sempre su rocce calcaree, ma con temperature invernali più miti e prossime allo zero, e quindi non formano ibernacoli invernali. Appartiene a questa categoria la bellissima P.crystallina ssp. hitiflora che oltre a vivere in Grecia e in Albania, vive anche sulle montagne italiane in prossimità di Rossano Calabro e Amalfi, dove è presente una popolazione su una roccia che sovrasta una spiaggia, a due passi dal mare.

Sempre temperate sono le nordamericane che vivono in località dal terreno acido e dall'inverno secco e abbastanza mite, anch'esse non formano ibernacolo, appartengono a questo gruppo la P.primuliflora, P.jonantha, P.planifolia e la P.lutea dai bellissimi fiori gialli.

 

Torbiera acida con sfagno in cui vivono P. vulgaris e D. rotundifolia
 

VASI

Si possono usare ogni tipo di vaso, sia quelli in plastica del diametro di almeno 10 cm, alle ciotoline in terracotta che sono ideali per ricreare piccole popolazioni e lasciano traspirare il substrato. Se si ha a disposizione una bella roccia calcarea e porosa si può fissarla in una ciotola e dopo avere messo una piccola quantità di torba nelle sue cavità si può mettere a dimora piantine di Pinguiucla o semi, quando queste cresceranno si aggrapperanno con le radici formnado una suggestiva parete rocciosa, simile a quelle presenti in natura.

P. vallisneriifolia coltivata su una roccia calcarea

 

 SUBSTRATO

Per le più comuni pinguicule temperate Europee reperibili in commercio, ad eccezione della P.vulgaris, si usa un substrato calcareo molto drenante, non si può coltivarle in sola torba a causa della sua acidità e della sua predisposizione a trattenere acqua con un conseguente marciume delle radici. Un buon mix di coltivazione per queste piante è formato da 1/5 di torba, 1/5 di perlite, 1/5 di vermiculite, 1/5 di ghiaino calcareo e 1/5 di sabbia calcarea, gli ultimi due componenti si trovano molto facilmente nelle rivendite di materiali per l'edilizia.

Per P.vulgaris e le Pinguicule Nord Americane si usa un normale substrato acido, formato da 1/2 di torba e 1/2 di sabbia silicea o perlite.

 

ACQUA

Per le Pinguicule che abbisognano di terreno calcareo si può benissimo usare acqua del rubinetto lasciata decantare 24 ore in un secchio per eliminarne il cloro; per quelle che vivono su terreno acido, invece si usa la classica acqua demineralizzata o piovana. In primavera e estate si mantiene qualche centimetro di acqua nel sottovaso ma si lascia asciugare tra un rabbocco e l'altro; invece con l'arrivo dell'inverno si toglie l'acqua e si tiene solo umido il substrato per evitare marciumi

Per le pinguicule Nord Americane si tiene invece il substrato più secco in questo periodo.

 

RINVASO

Si rinvasano raramente le Pinguicule a terreno calcareo, visto il substrato molto poco organico, mentre quelle a terreno acido si rinvasano di norma dopo un paio di anni quando la torba tende a marcire. 

 

TEMPERATURE

Per quanto riguarda le pinguicule Nord Europee le temperature ideali vanno da parecchi gradi sotto zero in inverno a temperature più miti ma sempre fresche in estate. La difficoltà nel coltivare queste piante sta proprio in questo: se le estati sono eccessivamente calde le pinguicule deperiscono e si chiudono in un ibernacolo, per riaprirsi alla fine estate e richiudersi nuovamente in inverno. Questo comportamento può causare grossi danni alla pianta, poichè non è in grado di riprendere vigore tra un riposo e l'altro. 

Le Pinguicule del Sud Europa invece sono più tolleranti al calore, le temperature ideali sono prossime allo zero in inverno e calde in estate. Queste temperature sono adatte anche alle pinguicule del Nord America.

 

Ibernacoli di P. vallisneriifolia in fase di risveglio

 

LUCE

In natura le Pinguicule vivono da posizioni molto soleggiate, o al limite ombreggiate ma sempre con molta luce. Il problema della coltivazione è che ricreare le condizioni climatiche montane non è semplice: d'estate, pur vivendo sotto il sole cocente, la temperatura è mitigata dall'aria fresca e le radici sono ben raffreddate dagli stillicidi di acqua gelida che fuoriesce dalla roccia. In coltivazione invece il sole scalda molto, e l'acqua bollente che ristagna nel sottovaso non aiuta.

Per tentare di far fronte a questo problema, le pinguicule si tengono alla luce diretta del sole in autunno-inverno, mentre in primavera-estate si ombreggiano o si spostano in posizioni meno soleggiate e più fresche, quali possono essere quelle a Nord, con solo qualche ora di sole diretto.

Se si è appassionati di fai-da-te, il sistema migliore e più spettacolare per coltivare pinguicule temperate europee è di costruire in giardino una fontana con dei sassi calcarei (facilmente reperibili nei vivai) su cui disporre le pinguicule. L'acqua estratta dal sottosuolo sarà sempre fresca e le pinguicule cresceranno in un ambiente simile a quello naturale.

 

Ovario maturo di Pinguicula

 

RIPRODUZIONE

Le pinguicule temperate si possono riprodurre con vari metodi. Si possono semplicemente seminare, la semina va fatta in qualsiasi periodo, l'unica cosa importante è che i semi siano freschi: infatti i semi di pinguicula non vanno stratificati. Inoltre hanno una vitalità molto limitata e più tempo si aspetta a seminare e minore sarà la percentuale di semi ancora vivi. E' quindi importante seminare subito, non appena gli ovari risulteranno maturi, sullo stesso substrato della pianta adulta, anche su roccia calcarea pura (se è sufficientemente porosa da trattenere i semi). Se si preferisce avere una maggior sterilità del substrato, la vermiculite pura è ciò che fa per voi.

Si possono dividere anche per talea fogliare: durante il periodo primaverile-estivo si strappa una foglia alla base della pianta, in modo che vi sia anche un po' di tessuto bianco del rizoma, e si adagia su sfagno per i tipi che vivono su terreno acido, oppure su vermiculite fradicia per le altre, dopo qualche settimana spuntano le nuove piantine. Per una spiegazione più dettagliata vedere la sezione sulle pinguicule messicane.

Infine, le pinguicule che formano ibernacoli invernali di solito formano anche delle piccole gemme in questo periodo, e non si deve fare altro che staccarle e adagiarle sul sub-strato nel nuovo vaso.

Alcune specie producono stoloni primaverili, dai quali si formano nuove piantine che possono essere divise quando avranno sviluppato un apparato radicale proprio

P. vallisneriifolia: sono visibili due stoloni alla base della pianta.

 


 

PINGUICULE MESSICANE

Scheda di Coltivazione

 

Pinguicula hemiepiphytica

 

Le pinguicule messicane sono delle piante carnivore a rosetta originarie dell’America Centrale. Vivono nella maggior parte dei casi in terreni calcarei o addirittura aggrappate a pareti rocciose verticali, dalle quali sgorga acqua fresca per tutto il periodo estivo. Il loro aspetto non è molto carnivoro ma le foglie sono ricoperte di un sottile velo di colla prodotto da ghiandole simili a quelle della drosera ma molto più piccole. La preda principale delle pinguicule sono moscerini e zanzare e ma se le dimensioni della pianta lo permettono, non disdegnano falene e mosche. Producono dei fiori molto belli, simili a violette e la fioritura è abbondante soprattutto durante il periodo invernale.

Ciò che distingue le pinguicule messicane dalle temperate, è che le prime non producono un ibernacolo in inverno. Infatti nei luoghi dove vivono vi è una estate calda e piovosa ed un inverno mite ma molto arido. Durante la stagione calda le piante vegetano, formando foglie carnivore, molto grandi e carnose. Durante la stagione arida le piante assumono l'aspetto di una pianta grassa: smettono di produrre colla, le foglie diventano piccolissime e spesse, trasformandosi in una riserva d'acqua.

 


P. cyclosecta, forma invernale

 

VASI

Qualunque vaso va bene, se si possiede una roccia calcarea molto porosa si può addirittura piantarla in una delle sue cavità, purchè venga prima riempita con un po’ di substrato.

 

SUBSTRATO

Le pinguicule messicane amano terreni calcarei e molto minerali. La sola torba non è adatta perchè tende a provocare marciumi a causa dell’eccessivo assorbimento dell’acqua e alla sua acidità poco gradita da queste piante.

Il substrato classico è composto dal 20% di torba, 40% di perlite e 40% di vermiculite. E’ importante che sia molto drenante e che l’acqua scenda in fretta quando viene versata dall’alto.

Altri materiali che si possono aggiungere al substrato sono sabbia o ghiaino calcarei, pomice, mica.

P. debbertiana in fase vegetativa estiva

 

ACQUA

Può essere usata tranquillamente l’acqua del rubinetto. In estate le piante vanno tenute in sottovasi con almeno 2 cm di acqua. Non è necessario che i sottovasi siano sempre pieni, ma si può aspettare che l’acqua evapori interamente dal sottovaso prima di rabboccare, a patto che il substrato rimanga sempre umido. In inverno, quando le temperature scendono e le giornate si accorciano, si inizia a ridurre un poco alla volta l’apporto idrico. La pianta inizia a produrre le foglie invernali che si riconoscono per il loro aspetto “da pianta grassa”. Sono foglie più piccole e spesse di quelle estive, non hanno colla e quindi non sono carnivore. Quando la pianta inizia a produrre queste foglie, si può lasciare asciugare completamente il vaso e il substrato, e si inizia a trattare queste piante come delle comuni succulente.

Una volta ritornata la primavera, con l’innalzarsi delle temperature, si riprende con le innaffiature e la pianta ricomincia un po’ alla volta a produrre le sue foglie grandi e collose.

E' preferibile non lasciare mai le piante alla pioggia perchè le rende più suscettibili a malattie fungine.

 

RINVASO

Il rinvaso non è necessario per queste piante a meno che non vi siano parassiti o si debba mettere la pianta in un vaso più spazioso. E' preferibile rinvasare in inverno, quando la pianta rinnova le proprie radici

P. debbertiana, in riposo invernale. Da notare le nuove radici in formazione

 

TEMPERATURE

Le temperature ideali sono comprese tra i 30 gradi estivi e i 5 di minima invernale. Queste piante non resistono alle gelate.

 

LUCE

Le pinguicule non amano il sole diretto in estate ma vanno tenute ugualmente in un luogo molto luminoso. Possono invece gradire il debole sole invernale, o comunque il sole filtrato di mezza stagione per le prime due o tre ore del mattino.

Il sole estivo può essere filtrato da un paio di strati di tessuto-non-tessuto.

 

RIPRODUZIONE

La riproduzione è molto semplice e può avvenire in vari modi.

La talea fogliare è la tecnica più rapida e semplice. Per avere risultati migliori è preferibile usare le piccole foglie grasse invernali, che contengono più scorte di nutrienti e permettono alle piantine di esere vigorose e numerose. Sarà sufficiente strappare una fogliolina dalla base, spesso le foglie si staccano da sole quando si manipolano queste piante. Una volta ottenute le foglie, basterà adagiarle su vermiculite fradicia, o in mancanza andrà bene anche sfagno o torba, ma in realtà va bene qualsiasi tipo di substrato che assorba umidità. L'unica cosa da tenere in considerazione è che queste piante vivono meglio in terreni non troppo acidi, e una talea cresciuta in un terreno acido dovrà poi essere acclimatata per vivere su un substrato appropriato. La parte della foglia vicina al rizoma andrà interrara leggermente nel substrato (un paio di millimetri) mantre la lamina fogliare dovrà essere ben esposta alla luce. Andrà mantenuta una elevata umidità finchè non spunteranno le nuove piantine.


Talea di pinguicula: molte piantine stanno spuntando

 

Un altro metodo è la divisione della pianta stessa: le pinguicule messicane infatti tendono a sdoppiarsi anche più volte in inverno, anzi, alcune specie come P. jaumavensis devono essere divise perchè altrimenti formerebbero dei grovigli di piante talmente strette tra loro che alcune potrebbero non riuscire più a raggiungere l'acqua o la luce.

La semina su vermiculite fradicia è altrettanto facile, ma i semi devono essere freschi: più tempo passa tra la raccolta e la semina e minore sarà la loro germinabilità.